I cento anni del Liceo Petrocchi

Dall’articolo de Il Tirreno del 30 maggio 2019


PISTOIA. Una grande mostra divisa in quattro, per festeggiare i cento anni del liceo artistico Petrocchi. L’inaugurazione ci sarà oggi (30 maggio 2019, n.d.r.) alle 18.30 nella sede del liceo, in via San Pietro. Il titolo è “Il Petrocchi per Pistoia, Pistoia per il Petrocchi”. L’iniziativa rientra nell’ambito della manifestazione “100 per cento, il primo centenario del liceo artistico Petrocchi” e fa parte del calendario di “Primavera in città”.

Fino al 10 giugno gli studenti esporranno le loro opere, ispirate ai grandi artisti che hanno studiato e/o insegnato nell’istituto. Il percorso espositivo, oltre a coinvolgere tutti gli ambienti del liceo, sarà ospitato anche in alcuni luoghi fra i più evocativi della città: l’atrio del Palazzo comunale, il Battistero, la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Prestigiosi gli artisti di riferimento: Andrea Lippi, Roberto Barni e Giuseppe Gavazzi per la scultura, la pittura e il restauro; Giovan Battista Bassi e la scuola di Giovanni Michelucci per l’architettura; Enrico Coveri e Remo Cordigiani per la moda; Jorio Vivarelli per il design; lo stesso Vivarelli ed Enrico Coveri per l’oreficeria; Aurelio Amendola per la fotografia; Sigfrido Bartolini per la grafica.

È un’occasione preziosa per il liceo Petrocchi per presentarsi nella sua veste più genuina: come laboratorio, fucina creativa, luogo esperienziale in cui i gesti artigianali e artistici – via via rinnovati e al passo con i tempi – sono il risultato e al tempo steso lo spunto per una riflessione, un confronto uno studio, una sperimentazione sempre più articolati, al fine di produrre arte.

All’inaugurazione, a cui parteciperanno le autorità cittadine, vi sarà una prolusione dell’architetto Paola Petruzzi dal titolo “Fabio Casanova fondatore della Scuola d’arte di Pistoia” e saranno presentati 11 abiti progettati e realizzati da studenti e studentesse, in collaborazione con lo stilista Yojiro Kake.

Nella sede del liceo saranno ospiti di designer Roberto Casati, che presenterà tre opere in omaggio a Aurelio Amendola e Enrico Coveri, e la designer del gioiello Maria Gaia Piccini, che esporrà da lei realizzato in base al progetto di una studentessa.

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OroArezzo: ecco gli anelli vincitori di Premiere

Dall’articolo de La Nazione dell’8 aprile 2019


La Giuria di Premiere ha decretato i vincitori premiando 12 aziende per 3 categorie: creatività e design, innovazione e tendenza, arte e scultura. Premiere è il concorso che accende i riflettori sulle novità, sul design e sulle tendenze moda della stagione.

Per celebrare il 40° anniversario della manifestazione, Beppe Angiolini, presidente onorario Camera Nazionale Buyer della Moda e Art Director di OroArezzo ha scelto come tema portante l’anello.

Alle aziende partecipanti è stato chiesto di realizzare un gioiello che esprimesse il massimo della creatività in forme tradizionali reinterpretate in modi non convenzionali.
Le realizzazioni sono state poi giudicate dalla giuria presieduta da Angiolini: Paola Cacianti, Eva Desiderio, Fabiana Giacomotti, Federica Frosini, Jo Squillo, gli stilisti Ermanno Scervino, Eva Cavalli e Monica Sarti. Esposti in un’installazione collocata nel corridoio centrale della fiera, gli oggetti selezionati hanno costituito consueto il cuore attrattivo dell’evento.

Ecco i vincitori dell’edizione.
Categoria Creatività e Design: Unoaerre Industries, Orolò e Falcinelli Italy.
Categoria Innovazione e tendenza: Ronco, Caoro – The fashion expression e Sade.
Categoria Arte e Scultura: Giordini, Graziella Group e Loto Preziosi.

Hanno ottenuto una menzione speciale: Kitty, Maria Gaia Piccini Pontevecchio e Alunno & Co.

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OroArezzo 2019 – Premiata la creatività orafa e i migliori anelli

Da il Corriere di Arezzo di lunedì 8 aprile 2019


A OroArezzo la giuria del concorso “Première” ha decretato i vincitori premiando dodici aziende per tre differenti categorie: creatività e design; innovazione e tendenza; e arte e scultura.

“Première” è il concorso che accende i riflettori sulle novità, sul design e sulle tendenze moda della stagione, l’appuntamento più atteso di OroArezzo, la manifestazione del settore orafo italiano organizzata da IEG, Italian Exhibition Group. Per celebrare la meta del 40esimo anniversario della manifestazione, Beppe Angiolini, presidente onorario della Camera nazionale buyer della moda e art director di OroArezzo e Gold/Italy, ha scelto quest’anno come tema portante l’anello. Il gioiello più amato, forse il più antico e solenne, carico di significati simbolici e di charme. Gioiello senza tempo e icona di stile, che continuamente si reinventa per esprimere la personalità di chi lo indossa. In concorso sono stati presentati 60 anelli che vanno al di là della moda, che alternano la ricchezza dei dettagli e la semplicità minimalista delle forme, con la forza dei contenuti simbolici che da sempre sono stati attribuiti all’anello.

Dagli anelli classici a quelli a fasce, da quelli a intrecci a quelli con pavé o modulari, dalla versione fashion in tessuto elastico, a quelli con sigillo o incisioni personalizzate, da quelli realizzati con materiali preziosi e non, all’utilizzo di pietre preziose o sintetiche. Alle aziende partecipanti è stato richiesto di realizzare un gioiello che esprimesse il massimo della creatività coerentemente con lo stile aziendale, una creazione che si ispirasse a forme tradizionali reinterpretate in modi non convenzionali, con la massima libertà nella scelta dei materiali e delle lavorazioni.

Le realizzazioni sono state poi giudicate da una giuria selezionata, composta da giornalisti di fama internazionale della moda, stilisti e influencer. Nella giuria, presieduta da Beppe Angiolini, c’erano infatti Paola Cacianti, giornalista di moda e autore del programma Top di Rai 1, Eva Desiderio, giornalista di QN, Fabiana Giacomotti, autrice e curatrice presso l’Università di Roma La Sapienza, Federica Frosini, edito in chiefVO+ JewelleryMagazine, Jo Squillo, giornalista e influencer, e gli stilisti Ermanno Scervino, Eva Cavalli e Monica Sarti.

I vincitori della 29esima edizione del concorso sono stati quindi i seguenti. Per la categoria Creatività e Design: Unoaerre Industries, Orolò e Falcinelli Italy. Per la categoria Innovazione e Tendenza: Ronco, Caoro – The fashion expression e Sade. Per la categoria Arte e Scultura: Giordini, Graziella Group e Loto Preziosi. Infine hanno ottenuto una menzione speciale: Kitty, Maria Gaia Piccini Pontevecchio, Alunno & Co e Mpm di Enzo Gobbato.

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Le mie creazioni su VilleGiardini

Dall’articolo su VilleGiardini di Dicembre 2018


Discende da una nota famiglia fiorentina di gioiellieri del Ponte Vecchio (rappresenta la quarta generazione) e il suo marchio, Maria Gaia Piccini Pontevecchio, ne racconta personalità e carattere. Si definisce una ribelle, (anche nel lavoro non ha seguito l’azienda di famiglia ma ne ha creata una propria), appassionata (pietre e gioielli, tra i quali è cresciuta, sono una delle sue passioni) e creativa. Nelle sue collezioni, le figure geometriche, gli intrecci e i legami, (triangolo e cerchio combinati in modo da poter essere indossati insieme o da soli), non mancano mai. “Il triangolo è un simbolo magico a cui sono legata da sempre: i miei tre figli adorati, Ginevra, Benedetta e Michelangelo, le mie tre Mentori, la Santa Trinità”, racconta Maria Gaia Piccini.

Le tre donne importanti per la sua crescita personale e professionale sono state la nonna Alberta, (imprenditrice con negozio sul Ponte Vecchio gestito fino all’età di 93 anni) da cui ha ereditato l’intraprendenza e l’amore per il bello; Madame Mahin Fallah, nobildonna persiana, collezionista di gioielli, da cui ha preso il gusto per i gioielli raffinati e Marina Bulgari che le ha trasmesso il piacere della creatività. Realizzare gioielli dalle molteplici possibilità, che si possono trasformare da orecchino a pendente, da pendente a bracciale, creare le più diverse combinazioni di pietre preziose, anche su richiesta personale del cliente, è la sua filosofia.

“Per le mie creazioni ho scelto il meglio della tradizione orafa artigianale fiorentina e italiana, i più esperti incassatori, i migliori orafi. Perché è importante che questo patrimonio di maestria e conoscenza non vada perduto”, conclude.

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Mi racconto su Infospettacoli

Dall’articolo di Infospettacoli


Il mio nome è Maria Gaia Piccini e discendo da una famiglia fiorentina con alle spalle una lunga tradizione nel campo della gioielleria a Firenze, con diversi negozi sul Ponte Vecchio. Rappresento la quarta generazione di passione, tradizione e esperienza in questo settore. Alberta Risaliti, madre di mio padre Carlo Piccini, era la figlia dell’argentiere Aristodemo Risaliti, titolare di un’azienda produttrice di oggetti in smalto, oro e argento situata in via De’ Bardi – in prossimità del Ponte Vecchio – distrutta durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. È stato uno dei primi gioiellieri di Firenze con l’attività “A.Risaliti – Al Gioiello Artistico”.
Tebaldo Piccini, mio nonno paterno, era figlio di Pirro Piccini, un famoso incassatore che aveva lavorato per la famiglia Settepassi, ed era gioielliere di fiducia di alcune famiglie nobiliari.

Tebaldo si occupava degli acquisti e delle vendite degli argenti e dei gioielli, comprando all’estero nel Regno Unito, in Olanda e in Francia.
Suo fratello Armando era il creatore dei gioielli e, tutt’oggi, alcune delle sue opere sono conservate al Museo degli Argenti a Palazzo Pitti a Firenze. I due fratelli Tebaldo e Armando, insieme al padre Pirro, dopo il conflitto Mondiale fondarono il negozio Fratelli Piccini sul Ponte Vecchio, dove si trova tutt’ora. Ebbe inizio così la tradizione della dinastia Piccini, celebri gioiellieri a Firenze, in Toscana e nel mondo.
Nel corso degli anni siamo passati attraverso molteplici vicende caratterizzate da grandi successi e da altrettante difficoltà, in un teatro di avvicendamenti, diatribe, partnership e scissioni del marchio Piccini.
Nel corso della mia crescita personale e professionale sono stata profondamente influenzata da mia nonna Alberta Risaliti Piccini, persona con uno straordinario gusto per il bello, oltre che nota imprenditrice e prima donna a gestire un’attività orafa di famiglia, la “A.Risaliti – Al Gioiello Artistico” sul Ponte Vecchio, condotta da lei stessa a partire dal 1930 fino all’età di 93 anni.

Quando avevo 19 anni incontrai nel negozio di mio padre Madame Mahin Fallah, nobildonna persiana e nota collezionista di gioielli dalla raffinatezza ineguagliabile. Ci ha unite un forte legame, tanto da essere per 3 mesi sua ospite a Londra, in uno dei suoi appartamenti a South Kensington. Durante il soggiorno mi presentò ai suoi amici e familiari ed ebbi il privilegio di conoscere Marina Bulgari, la famosa gioielliera di fama internazionale.

Posso affermare con certezza che queste tre donne siano state le mie Mentori, coloro che mi hanno fatto comprendere i valori che caratterizzano l’eccellenza dell’imprenditoria femminile: creatività, gusto per il bello e lungimiranza.

Oggi sono madre orgogliosa di tre figli, Ginevra, Benedetta e Michelangelo, ai quali dedico le mie collezioni.
Il Triangolo presente nei miei gioielli rappresenta il legame tra passato, presente e futuro. Maria Gaia Piccini Pontevecchio è infatti il frutto dei semi immessi da quelle tre straordinarie donne che oggi porto in me insieme alla mia tradizione familiare e ai profondi legami con le mie discendenze.

Un grazie profondo a tutte le persone che mi hanno ispirato nella creazione del mio progetto.
Sono felice di avervi avuti vicini, complici e giudici perché probabilmente non avrei creato Maria Gaia Piccini Pontevecchio.
Un grazie speciale a mio padre Carlo Piccini per i preziosi consigli e infinitamente grata alla mia amica e designer Christina Fallah, per avermi motivata e incentivata in questo progetto.

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